Ci sono dei momenti in cui mi viene spontaneo inspirare e prestare attenzione a fin dove posso arrivare; se ci sta tanta aria, bene, se ce ne sta di meno, così così. Quando ci sta meno aria, di solito bevo un bicchiere d’acqua e allora il potenziale aumenta.
Studiando astrologia, mi viene naturale identificare i quattro elementi con le loro funzioni psicologiche quando li nomino, indipendentemente dal contesto in cui mi trovo. Aria è comunicazione, Acqua è emozione. Allora mi dico che quel bicchiere d’acqua altro non rappresenta che una ricarica emozionale che va ad alimentare il mio potenziale comunicativo.
Tra l’altro, tocca anche la definizione che darei dell’amore senza rifletterci troppo: amore è avventura ed esplorare il mondo insieme, amore è sentirsi liberi di esprimersi per ciò che si è, amore è respirare tutta l’aria che riesci a tirare dentro.
Credo che uno dei momenti in cui i miei polmoni sono stati più pieni sia stato dopo aver percorso l’intero cammino di Santiago; in questa foto mi trovavo a Finisterre, quella che era considerata la “fine del mondo” prima della scoperta dell’America. I piedi rotti di vesciche, i segni delle punture di insetto, le labbra tagliate dal sole, i dolori muscolari e persino la disidratazione che mi aveva reso difficile mangiare e bere, ma nessuna di queste cose mi ha impedito di respirare a pieni polmoni, perché lì di emozioni si faceva il pieno anche non volendolo.
La tanto ambita pietra del chilometro zero, “pieno”, il faro che accoglie desideri nuovi e protegge quelli già esauditi, “pieno”, il superstite di una coppia di bastoni depositato per un amico non arrivato, “pieno”, vino rosso, mandorle selvagge e cioccolato, “pieno”, tributi lasciati cadere dall’altura per celebrare chi non ha avuto paura ma se ne è andato, “pieno”, attimi scattati e mai postati perché altri ne sarebbero arrivati, “pieno”, e adesso che la strada è finita qui mi sta cambiando la vita, “pieno” …, “pieno” …, “pieno” …, “pieno”…, “pieno” …, “pieno” …, “pieno” …, “pieno” …, “pieno” …, “pieno” …, “pieno” …
Allora forse è proprio vero che quando di aria ne entra poca non è propriamente una questione fisica, magari si ha solo bisogno di aprire di più il cuore, lasciar entrare le emozioni e respirare tutta l’aria che riesci a tirare dentro!