Una cicogna sul campanile

In questi giorni di colpi di scena mi è arrivata una vecchia canzone che non conoscevo, Amarillo di Tony Christie, e che, come spesso succede con le canzoni che mi arrivano così per caso e che non conosco, mi ha portato un messaggio.

«C’è una campana della chiesa che suona» recita una strofa. Penso subito al campanile del monastero che ho vicino al mio appartamento, che suona una volta al giorno rompendo quel silenzio, al giorno d’oggi quasi introvabile, che ho la fortuna di avere affittato. E un attimo dopo mi tornano in mente quei campanili incontrati sul cammino di Santiago, alcuni bianchi, altri di mattoni, altri ancora dalle forme o dalle collocazioni piuttosto originali, ma tutti immancabilmente, e alle volte anche in modo a dir poco creativo come in questa foto, abitati da un nido di cicogna.

Così mi sono chiesta quale significato possa avere la figura della cicogna e quale quella del campanile. Di significati in rete se ne trovano tanti, ma uno l’ho sentito particolarmente mio nella situazione di adesso. Fertilità, nascita e rinascita, lealtà… un simbolismo sicuramente positivo connesso a questo animale, quello che più mi ha colpito però è quello di “protezione”. A pensarci bene, anche quella colonna sul tetto delle chiese protegge qualcosa: le campane, strumento di richiamo e di comunicazione alla collettività.

Allora ho pensato che fosse un invito a proteggere le parole, al non sentirmi obbligata a parlare quando sento che non è il momento, perchè una parola non in armonia con la mia anima, tirata fuori perchè il tempo dall’altra parte pare incalzante, probabilmente risulterebbe fuori luogo. E mi sono resa conto di quando a essere impaziente sono stata io.

C’è un tempo per elaborare, un tempo per parlare, ma anche un tempo per proteggere quello che andremo a verbalizzare, per tanto che è prezioso.

È questa la mia personale interpretazione, ora che mi sento un pò come una cicogna sul campanile.

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